una artista, un bicchiere di vino, Santa Maria Novella e Sienasullo sfondo….

Il primo attore di questo evento è sicuramente la location: dalla Stazione di Santa Maria Novella, punto nevralgico della città, dal pulsare di vita frenetica con 160 mila frequentatori giornalieri e 59 milioni l’anno, si passa alla vicina Piazza di Santa Maria Novella, punto di riferimento per fiorentini e stranieri, diventata con la recente pedonalizzazione un oasi di silenzio, una piazza circolare e nel mezzo un prato verde dove campeggia una delle più belle chiese d’Italia, quasi “ingombrante” per la sua bellezza spudorata fatta di tanti marmi, bianchi e verdi, considerata fra le opere più importanti del Rinascimento fiorentino, ‘La mia sposa’ come la chiamava Michelangelo, con i suoi mille tesori al suo interno, Masaccio, Vasari, Filippo Lippi, Giotto e il Brunelleschi, Masaccio, il Ghirlandaio, custoditi come in uno scrigno.

In tanta arte, a ragione, l’artista Elisabetta Rogai e la sua EnoArte©, la tecnica di dipingere con il vino … la sua arte come strumento di pensiero, di ricerca, viaggio, passione oltre il limite, che nasce dall’essere affascinata dal bello, ma soprattutto avere occhi speciali per rubare l’anima ai suoi soggetti, un dono naturale il suo, i suoi stati d’animo che riesce a fermare sulla tela, la bellezza, che lei scorge al di là delle sue emozioni e che riesce a trasmettere, stati d’animo che vengono recepiti in ogni sua opera realizzata in periodi diversi; l’artista Rogai non vede ma guarda, va in fondo al cuore e ai sentimenti di chi fissa sulla tela, il suo essere libero le fa recepire il mondo che la circonda, come un istinto di difesa, per guardare solo il bello.

Il secondo attore è Vincanto: ubicato proprio sulla piazza, un “tesoro” gourmet, il Ristorante “VINCANTO”, pareti a facciavista, travi sbianchettate, pubblico internazionale, tante lingue diverse per una sola cucina, il patron Giovanni Caso, esperienze internazionali dal Twiga al Billionaire, da Montecarlo a Miami, che da 4 anni dirige una sinfonia di sapori creati dagli chef Francesco Marcantonio e Gabriele Bertelli.

Ed infine il vino…..non ultimo ma elemento cardine dell’evento: il Noir 2009 dell’azienda vinicola L’Arco, vino che i produttori considerano “Poesia della terra”, di una produzione situata nel borgo medioevale di Vinci, in una terra dotata di differenti caratteristiche morfologiche che contribuiscono a creare una combinazione di terroir unica. Ed è proprio durante il Vincanto al Vincanto che arriva finalmente dal Comune di Siena la comunicazione: Elisabetta Rogai è stata scelta per dipingere il drappellone per il Palio dell’Assunta 2015 del 16 agosto.

E’ un drappo, il drappellone, che finalmente svela il premio che sarà assegnato durante il Palio dell’Assunta, il 16 agosto: è Elisabetta Rogai, l’artista fiorentina, scelta dal Comune, che ho inventato la tecnica innovativa di dipingere con il vino, la EnoArte©. L’ambito premio rimarrà custodito per la storia dalla contrada che vincerà il Palio dell’Assunta, una tra le più importanti manifestazioni folcloristiche in Italia, attrazione turistica a livelli nazionale ed internazionale. E che la Festa abbia inizio….. con il rullo dei tamburi, le bandiere di mille colori che sventolano, nella meravigliosa gamma di mattoni rossi che rende unica al mondo la caratteristica Piazza del Campo si sfideranno dieci delle diciassette contrade della città……..il drappellone, il Palio ambito dalle contrade, dipinto da Elisabetta Rogai e la sua tecnica EnoArte©, l’uso del vino toscano, il fissaggio della fusaggine di vite con acqua e farina, antica usanza per creare la colla di origine vegetale, l’artista crea, con la sua opera, e attiva un parallelismo, un filo rouge con l’affresco di Ambrogio Lorenzetti, L’Allegoria ed

Effetti del Buono e del Cattivo Governo, databile al 1338-1339, dove viene rappresentato, per la prima volta nella storia della pittura gotica italiana, il paesaggio rurale e urbano, che diventa soggetto principale, al posto dei fondi oro o usato come semplice sfondo di narrazione. Il mandato della Giunta specifica che l’artista dovrà dipingere il Palio salvaguardando i diversi requisiti iconografici e cromatici che caratterizzano ogni edizione dell’opera. Per cui il vino sarà integrato da altri materiali e riferimenti allegorici che richiamano uno dei tratti più tipici e universalmente riconosciuti dell’identità territoriale senese: quello della produzione agroalimentare e del secolare legame tra la città e le sue campagne.