Non si può parlare in breve di una scrittrice grintosa e frizzante come la modenese Eliselle: medievalista, blogger, lettrice compulsiva e libraia, Eliselle è anche e soprattutto una scrittrice versatile, con racconti e romanzi che spaziano dalla chick-lit al pulp, ai generi umoristico, storico e fantasy. Sua ultima fatica è il libro “Amori a tempo determinato”, uscito dalla Sperling & Kupfer, una storia che parla di sentimenti con taglio ironico e con protagonisti che devono confrontarsi con una delle domande che da sempre ha travagliato l’esistenza dell’uomo: ma l’amore eterno esiste? Se per avere una risposta a questa domanda dobbiamo leggere il romanzo, per le risposte alle tre domande di rito della mia rubrica di Penna & Palato basta solo continuare la lettura dell’intervista. Ecco a voi.

 Scrittura e cucina. Cosa le accomuna per te? 
La creatività assoluta: è meraviglioso scrivere e cucinare senza seguire ricette, cercando la formula che ci piace e ci soddisfa di più, seguendo il proprio modo di sentire e il proprio gusto.

Un breve aneddoto con protagonista una ricetta a cui ti senti legata o un cibo che ti emoziona.
La mia prima volta a cucinare dolci di cui sono ghiotta, anche se non posso mangiarne in grandi quantità: la ricetta prevedeva un’ottima decorazione con panna montata, ma ho sbagliato completamente l’operazione di montatura e mi sono ritrovata la panna spiaccicata ovunque, fino sul soffitto. Poi ho imparato, ma era la prima volta, può succedere un intoppo…

Menu autobiografico. Tre piatti che sanno raccontarti come un libro.
Un tonno tataki, ben croccante fuori e morbido all’interno, perché è uno dei piatti fissi insieme al sushi che prendo al giapponese; uno spaghetto allo scoglio bianco, perché mi ricorda l’estate che io adoro; e naturalmente, tigelle con lardo e parmigiano, che mi legano alla mia terra.