Si è cafone, anzi cafoncello, ma è proprio buono!

Parliamo di uno dei prodotti simbolo del Panificio Malafronteil cafoncello ricco di sapore insomma un Buono, con la B maiuscola!

Da addentare sporcandosi la camicia eventualmente, ma senza perderne neanche una mollica. Da approcciare con grandi morsi, quasi famelici. Che fa venire l’acquolina in bocca solo a guardarlo.

Il Cafoncello di Malafronte è fantastico se  unto con olio extravergine di oliva delle colline salernitane (e bruschettato) o  alla ricotta di bufala campana aromatizzata con olio e pepe bianco e nero di mulinello, passando ai pomodorini di Corbara prodotti in casa, la rucola selvatica e il pecorino primo sale, ma soprattutto per un “intruso”, che però ha dato al panino quel tocco in più: il Prosciutto di Parma.

 

Il ringraziamento per questa piccola (e allo stesso tempo grande) creazione va a Giuseppe Malafronte, uomo creativo e grande intenditore di farine. Secondo Il Corriere della Sera , “nellecolline stabiesi  un antico forno è l’antologica rappresentazione dei prodotti e delle ricette autentiche della cucina campana di terra, dagli “sfizi” iniziali sino al finale pirotecnico dei dolci classici partenopei”.

La fusione tra il “cafoncello” e altri sapori  da vita ad un giusto equilibrio tra sapidità (prosciutto e pecorino) e dolcezza (ricotta)tra acidità (pomodorini corbarini) e freschezza (rucola selvatica). Un panino che è allo stesso tempo equilibrio e ricchezza. È tanto, ma non è troppo. Il prosciutto di Parma sembra essere un perfetto compagno di viaggio. Insieme ad un buon bicchiere di Gragnano Rosso.

Ci fidiamo, come non potremmo. Se capitate in Costiera sorrentina questa estate, non mancate di fare un salto da Ciro (terza generazione di panificatori). Non ve ne pentirete!

ps: ditegli che siete nostri amici.