Non si può parlare di una delle penne noir più brillanti del territorio pugliese, la grintosa scrittrice Gabriella Genisi, senza citare Lolita. Non la giovane protagonista del romanzo di Nabokov, ma la detective Lolita Lobosco, commissario alla sezione omicidi della Questura di Bari e protagonista dei suoi noir, editi dalla casa editrice Sonzogno (l’ultimo si intitola Uva Noir ed è il terzo della serie. Per la prossima e attesissima avventura, ambientata nel mondo del Calcioscommesse, occorre aspettare ancora qualche mese). Originaria di Bari, oltre a essere una giallista in gamba, Gabriella Genisi organizza il “Festival del Libro Possibile” nella splendida cornice pugliese di Polignano a Mare (Ba). E a parte la letteratura, la Genisi ama anche l’arte e la cucina. Dunque davvero non si poteva non proporle un’intervista sul tema con le tre domande di rito per il blog di Foodadv.

1) Scrittura e cucina. Cosa le accomuna per te?
Dunque, secondo me le cose si somigliano molto. Ci vuole la passione, e molta emozione. La creatività, anche. C’è molta differenza tra scrivere e raccontare, come tra cucinare e cuocere. Chi leggerà o assaggerà, a seconda dei casi, ritroverà nei nostri libri, o nel piatto che abbiamo appena scodellato, il nostro talento e la nostra anima. Fondamentale poi non sbagliare le dosi. A me piace moltissimo mescolare le due cose: mentre scrivo ho sempre qualcosa in cottura. Un lentissimo ragù, una torta, la pasta al forno. Sono per le cose slow…
2) Un breve aneddoto con protagonista una ricetta a cui ti senti legata o un cibo che ti emoziona.
La focaccia, senza dubbio. Uno dei piatti che più rappresentano la Puglia. Nel mio ultimo libro, Uva noir, la paragono alla madeleine proustiana, a volte ci basta l’odore per essere felici. Quasi sempre accompagno le mie presentazioni con una focaccia preparata da me. E non avanza mai un pezzetto.
3) Menu autobiografico. Due piatti che sanno raccontarti come un libro.
Una marmellata di ciliegie. Morbida e dolce, di lenta preparazione. Qualcosa che ci riporta all’infanzia. Ne preparo chili ogni anno, per me e per le persone che amo. Al secondo posto, riso patate e cozze. Una festa a colori, un binomio perfetto tra il mare e la terra. Da cuocersi rigorosamente nel tegame di coccio. Perfetta anche il giorno dopo. Va da sé che, come i grandi cuochi, anch’io ho i miei trucchi e segreti…