Quando l’ispirazione inizia a scarseggiare ecco il rimedio: un bel giro al supermercato!

Appena voltato l’angolo, armata di carrello, ecco l’illuminazione: una fila di pacchettini gialli e rossi appesi ad uno scaffale come una specie di deus ex machina…

Se non lo aveste ancora capito oggi parliamo dei mitici Fonzies.

Sogno proibito di una figlia di madre salutista, compagni fedeli di interminabili giornate estive al mare o ai giardinetti, snack immancabile ad ogni festa di compleanno degna di essere chiamata tale.

I Fonzies nascono in Italia negli anni ’80 e prendono il nome da Arthur Fonzarelli, il famoso protagonista della serie televisiva Happy Days, soprannominato appunto Fonzie.

Di proprietà dal 2001 dell’azienda italiana Saiwa, questo amatissimo snack ha conservato, invariati, negli anni, sia il gusto che il packaging.

 

Ma ve le ricordate le vecchie pubblicità anni ’80 con il solito gruppetto di ragazzi fighetti simil paninari e i vecchi slogan “Fonzies. Uno di noi” e “Se ci sei mangia i Fonzies”?

Anni luce fa rispetto al pay off “Se non ti lecchi le dita godi solo a metà”, decisamente più studiato ed originale, frutto di una comunicazione che punta a trasformare, in modo ironico ed irriverente, un “difetto” in un punto di forza!

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Ci casca anche il povero Freddy Kruger di Nightmare che nello spot, dopo aver spaventato tutti i partecipanti ad una festa, resta da solo con una ciotola di Fonzies mettendo in pratica alla lettera il claim nonostante le sue dita…“particolari”!

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Forse non tutti, in primis il giurì di autodisciplina pubblicitaria che fece di tutto per bloccare lo spot delle dita parlanti, hanno apprezzato questo nuovo modo più “trasgressivo” di comunicare il prodotto, ma certo è che l’attuale strategia di comunicazione mira ad intercettare nuovi possibili consumatori presentando lo snack quasi come una conquista di emancipazione

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Spot televisivi a parte, i Fonzies sono stati, inoltre, protagonisti della una campagna social “You Party by Fonzies”, dove i consumatori venivano coinvolti direttamente sul tema dell’ideazione e organizzazione di feste e del un contest da vivere online “Se non…” in cui gli utenti erano invitati a raccontare il loro momento di “massimo godimento”completando il famoso claim.

Navigando in Internet ho persino scoperto che ci sono anche ricette per riprodurre queste squisitezze in casa con tanto di video tutorial su You Tube.

Io, per il momento, mi accontento dei classici senza troppi sensi di colpa … in fondo sulla confezione c’è scritto “non fritti”!