Prendete ingredienti di prima qualità, un menù altisonante a prezzi contenuti, aggiungete un pizzico di pop, una parlata zen e uno sguardo cool e avrete lo chef più trendy del momento: Davide Oldani.
Se si pensa ai grandi chef come a delle rockstars, tra le alte sfere Oldani è considerato una popstar… come a dire, in mezzo ai vari Mick Jagger, Jimi Hendrix e Jim Morrison ecco spuntare Michael Jackson. Ma esistono icone pop che hanno radicalmente sconvolto, rivoluzionato, reinventato non solo la scena musicale, ma anche i costumi sociali d’intere generazioni e allora forse il paragone appare più calzante se si riflette sulla profonda innovazione di questo chef milanese.
In gioventù Davide è in realtà una promessa del calcio. Punta del Rhodense – all’epoca in C2, n.d.r. – abbandona la carriera sportiva a causa di un infortunio fuori dal campo. La rinuncia, come lui stesso ammette, non gli pesa e decide di ripiegare sull’altra sua passione: la cucina.

Il Nostro ha le idee chiare e subito dopo il diploma inizia la gavetta con i più grandi. Marchesi, Ducasse e Albert Roux, chef del blasonato ristorante francese Le Gavroche, a Londra. Il soggiorno, già duro per la lontananza da casa e gli orari estenuanti, è reso ancor più piacevole dalla presenza di un altro tirocinante dal carattere non propriamente mansueto, lo scozzese Gordon Ramsay.

Gordon Ramsay

 

Tra i due è amore a prima vista: entrambi perfezionisti e ambiziosi, iniziano una vera guerra a colpi di padelle e qualche volta anche di mani. Ma, come succede spesso in questi casi, a forza di misurarsi con un degno avversario si finisce con lo stimarlo e dopo ben vent’anni i due acerrimi amici si ritrovano a Castel Monastero, nella regione del Chianti, per deliziare palati con i loro piatti e occhi muliebri con i loro fisici scultorei. Una rivalità, quella di Ramsay e Oldani, che col tempo ha saputo trovare un equilibrio tra due personalità ugualmente forti ma diametralmente opposte. Un po’ come la cucina stessa dello chef milanese, fatta di contrasti ben equilibrati appunto, di attenzione alla stagionalità delle materie prime e soprattutto di rispetto degli ingredienti, dello staff e del cliente che deve poter mangiare bene senza e ricorrere a un salasso.
Una cucina etica, come preferisce definire Oldani la cucina pop, e per renderla davvero accessibile apre nel 2003 il D’O a Cornaredo, poco fuori da Milano.
Se dovessimo spiegare cos’è il D’O, potremmo dire che si tratta dell’anello di congiunzione tra la trattoria e il locale stellato, una sorta di ultima evoluzione della ristorazione, spogliato di tutti gli orpelli sensazionalisti per offrire al cliente un menù di alta qualità che celebra il lusso della semplicità. A meno di 30 euro!
Già, perché per Davide Oldani non devono essere gli ospiti ad adeguarsi alla cucina, ma la cucina agli ospiti e allora via dalla tavola serie infinite di posate e bicchieri imponenti che rubano spazio alla convivialità e al loro posto la posata passepartout, dal design che racchiude forchetta e cucchiaio, o il Ver D’O, geniale reinterpretazione del bicchiere per l’acqua che diventa bicchiere da vino più basso, per non intralciare la comunicazione tra i commensali, e più ampio, per un miglior contatto tra naso e vino, tutti nati dalla poliedrica creatività dello stesso Oldani.

posata D'O
È evidente che per il nostro Davide il cibo più che una forma d’arte, è un mezzo di comunicazione, un modo per confrontarsi con gli altri e proprio il confronto diretto è il giudizio che lo chef preferisce. A sentirlo parlare, intollerante com’è alle recensioni sul web, si direbbe un tipo poco incline ai social network e invece, pur prediligendo le critiche de visu, Oldani riscuote un certo successo in rete. Merito senz’altro del suo approccio popular, del suo look easy o di quello sguardo profondo, ma forse anche un po’ di quell’innata curiosità che lo ha portato ad avvicinarsi al mondo social per capirlo e sfruttarne le potenzialità, senza mai lasciarsi fagocitare.
Che dire, questo suo essere equilibratamente social, dichiaratamente pop e inconsapevolmente sexy ci piace quasi quanto i suoi piatti!

Sito ufficiale: www.cucinapop.do

Paola Groppo