Un cielo argentato pieno di stelle blu, due innamorati che si sciolgono in un tenero bacio, un dolce bigliettino d’amore…no, no non è un film romantico! Sto semplicemente parlando di un cioccolatino molto famoso: il Bacio Perugina.

Forse pochi sanno che la vera storia di questo cioccolatino inizia nel 1922 grazie all’ingegno di una donna: la famosa imprenditrice Luisa Spagnoli.

Chi avrebbe mai pensato che la proprietaria di una catena di negozi di abbigliamento fosse l’autrice di una simile delizia? Eppure lei, moglie di Annibale Spagnoli (uno dei quattro fondatori dell’azienda dolciaria Perugina), un bel giorno, in un’ottica di risparmio e convenienza, decide di riciclare la granella di nocciole avanzata da altre produzioni.

Successivamente completa l’opera con una nocciola intera racchiudendo poi il tutto con una bella glassa di cioccolato fondente.

Come dire…di necessità si fa virtù – e spesso noi donne sappiamo fare miracoli in questo senso!

Inizialmente il cioccolatino fu battezzato con il nome di “cazzotto” per via della forma irregolare che ricordava la nocca di una mano.

Fortunatamente, in seguito, per ovvie ragioni, il nome fu sostituito con il più romantico e ormai celeberrimo “Bacio”.

bacio2Dico celeberrimo perché i numeri che ruotano intorno a questo cioccolatino sono impressionanti: da  91 anni sul mercato,  300 milioni di cioccolatini venduti ogni anno, 1.500 ogni minuto, 55 i Paesi in cui viene esportato e ancora,  oltre 18mila chilometri di cartiglio utilizzati finora per le celebri frasi (pari alla distanza che copre la tratta Perugia – Melbourne).

Ad occuparsi dell’aspetto grafico fu, negli anni 30, il pubblicitario Federico Seneca che, ispirandosi al famoso quadro di Hayez “Il Bacio”, crea la famosa scatola blu e argento con l’immagine inossidabile dei due innamorati che si baciano sotto una pioggia di stelle.

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Ed è a Seneca, inoltre, che dobbiamo l’idea originale e romantica di inserire i “cartigli” all’interno di ogni cioccolatino: la prima e originale strategia di comunicazione messa in campo dell’azienda.

Inizialmente le campagne pubblicitarie dei Baci hanno come protagonisti testimonial famosi: Rodolfo Valentino, Clarke Cable, Frank Sinatra, Vittorio Gassman e il linguaggio è classico e romantico.

Negli anni ’80 il tono di voce della comunicazione si fa più sbarazzino e disimpegnato: i Baci vogliono conquistare il pubblico dei più giovani e lo fanno utilizzando il loro linguaggio.

tu – tu – tu- tu – tu – tu – tu tubiamo? Vi ricorderete di certo di questo slogan simpatico un po’ provocatorio del 1986 legato all’uscita della nuova confezione a  forma di tubo!

Negli anni ’90 con la campagna “A casa aspettano un bacio” il brand si trasforma di nuovo ispirandosi al tema degli affetti familiari.

Nel 1997, grazie ad una partnership con Alitalia, i baci fanno davvero il giro del mondo:  il Boeing 747/100 (Jumbo Alitalia, tratta Roma – New York) viene completamente brandizzato Baci , lo slogan dell’operazione è “Baci dall’Italia. Baci da Alitalia”. baci alitalia

Con l’avvento del web e della comunicazione interattiva anche i Baci approdano sui nuovi media con iniziative volte ad aumentare l’interazione e il dialogo del brand con i consumatori e ad accrescere la brand awareness del prodotto.

Il Bacio non è sicuramente un cioccolatino qualunque ma un prodotto cult della storia dolciaria italiana, un brand dall’identità molto forte e in grado di veicolare nel tempo i propri valori: affetto e amore romantico.

Il Bacio Perugina è sentimento e condivisione di affetto perché, come dice la frase che ho trovato nel cartiglio, di quello che ho appena mangiato: non c’è gioia più grande che condividerla con chi ami!

 

Ilaria Ciarrocchi