Un viaggio affascinante è quello di Casa Artusi, un centro di cultura gastronomica che ripercorre tutte le conoscenze date dal più riconosciuto cittadino di Forlimpopoli: Pellegrino Artusi.

Nato nel lontano 1820 nella Romagna bella, frequentò l’università Bolognese e dopo alcuni spiacevoli episodi si trasferì in quel di Firenze, città adottiva. Durante la permanenza nella capoluogo fiorentino, si appassionò alla letteratura e all’ arte della cucina scrivendo così un vero e proprio manuale di cucina intitolato “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene”, che racchiude un insieme di esperienze cittadine e casalinghe inerenti a tutta la cucina tradizionale italiana.

Al suo prestigio quindi, sono state dedicate e intitolate vari eventi culinari e anche questo “museo gastronomico”. Gli eventi sono quasi tutti allestiti nella sua città natale e il più famoso è “Festa Artusi”, oramai all’ 11° edizione, manifestazione nella quale Forlimpopoli diventa una città “da assaggiare” e  vengono anche assegnati vari premi come il Premio Pellegrino Artusi, dato a chi si distingue per “l’originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra uomo e cibo”, e il Premio Marietta, intitolato alla sua domestica, che viene assegnato ad una donna o un uomo di casa definito “abile artefice – nello spirito di Pellegrino e di Marietta – di ghiottonerie domestiche”.

Casa Artusi invece, si trova nel centro storico di Forlimpopoli (Emilia-Romagna), nel complesso monumentale della Chiesa dei Servi, in via Costa, 27. I servizi forniti da esso sono molteplici.

Un prestigioso ristorante, con sale in più piani e che possono accogliere fino a 150 persone, un’ osteria  “sotterranea” con un buffet di formaggi, salumi, pane, piadine e dolci di produzione propria correlati a una grande scelta di vini al calice e in bottiglia. Entrambi chiusi di Martedì e aperti a pranzo e cena, tranne l’osteria aperta solo di sera, sono gestiti dal cuoco Andrea Banfi e dal sommelier Jamila Khaled.

ristorante

 

Un importante scuola di cucina, per tutti i tipi di persone, esperti e non, affiancata dall’ Associazione delle Mariette. Quì è possibile imparare la pasta fresca fatta a mano e la piadina, prodotti tipicamente romagnoli, ma si possono seguire anche tanti corsi di cucina come:

 

  • corsi pratici per l’esecuzione dei piatti tradizionali della cucina romagnola e italiana
  • lezioni relative alla preparazione di menù a partire dalle migliori materie prime
  • lezioni relative alla preparazione di ricette Artusiane
  • corsi dimostrativi dedicati alla cucina dei Maestri
  • incontri di conoscenza e degustazione sul tema dei vini e dei prodotti
  • iniziative di educazione al gusto rivolte ai bambini

Importante è anche la biblioteca intitolata a Pellegrino proprio per seguire il suo testamento in cui scrisse che i suoi libri dovevano servire da “fondamento e principio alla formazione di una pubblica biblioteca da istituirsi a Forlimpopoli”. Infine, ma non meno meritevole, è la disponibilità di grandi vini come il San Giovese di Romagna Doc Superiore Riserva P.Honorii dell’azienda Tenuta La Viola.

A concludere c’è un grande evento festeggiato 2 anni fa, nel 2011, per il centenario dalla sua morte (Firenze, 1911). Insomma un’autore importante del risorgimento gastronomico italiano, uomo di cultura, critico letterario, scrittore e gastronomo che diede un contributo alla costruzione degli italiani, dopo l’unità, con gustose ricette provenienti da tutte le regioni d’ Italia.