Ed eccoci a parlare del sex simbol di Master Chef, Carlo Cracco, cuoco dalle varie stelle cresciuto professionalmente dal mitico Gualtiero Marchesi, è uno dei giudici di MasterChef Italia, il talent show di cucina più famoso del mondo, in onda su Cielo TV ogni mercoledì sera.

Affiancato dai burberi Bruno Barbieri Joe Bastianich, Cracco non è sicuramente il tipo che passa inosservato, soprattutto per il suo sguardo magnetico: ma oltre alle stelle Michelin e i modi da rockstar dei fornelli c’è molto altro.

Avreste mai detto che il suo sogno nel cassetto fosse diventare prete? Ma i genitori (madre casalinga e padre ferroviere) eran di tutt’altro avviso, per loro, visto che amava mangiare e viaggiare, doveva assolutamente diventare cuoco, beh direi che il discorso non fa una piega. Alzi la mano chi lo immagina con la veste nera e il colletto a sentire le storielle delle vecchiette nel confessionale!

L’abbiamo visto recentemente sulla copertina  di Wired Italia ricoperto di cavallette. Motivo di questa follia? L’introduzione di larve alla nocciola caramellata e insetti vari nel menu: squisite e croccanti. Denigrati gli scorpioni, trovati decisamente troppo amari.

La sua cucina è molto originale, per lui la semplicità è apparenza, nel senso i suoi piatti appaiono semplici ma in realtà la realizzazione è difficile,  sono “sfumature” (così le definisce), quindi usa tutti gli ingredienti possibili non ne predilige. Secondo il nostro Carlo questo è un errore che in cucina si dovrebbe evitare «Dare sempre per scontato che quello che si prepara sia buono. Bisogna invece assaggiare. Sempre. E invece cosa non si fa normalmente ma che si dovrebbe fare? Fare la spesa il giorno stesso in cui si fa da mangiare. Non bisognerebbe farla tre giorni prima, o più, come invece capita spesso. Sostanzialmente significa che bisogna prendersi del tempo. Anche se al giorno d’oggi è difficile».

Vi lascio con un suo consiglio sulla cucina e sulla vita, sono parole molto giuste, a me hanno  fatto riflettere «Nella vita, lavorare ed essere curiosi. In cucina, invece, essere il più aperti possibile, essere il più disponibili possibile. La cucina è una sorta di mondo: se uno si chiude si perde dei pezzi. Quindi bisogna essere aperti, cercare di capire, studiare, conoscere e avere voglia di andare a fondo delle cose».