Sembra la storia del ragazzo della Via Gluck quella dei Fratelli La Bufala, che stanno per sbarcare in grande stile a New York per l’apertura del loro nuovo ristorante. Quella dei Fratelli La Bufala con la Grande Mela è infatti una storia che parte da lontano, quando Giuseppe, il maggiore dei tre, arrivò lì dalla provincia di Caserta come emigrante per cercare fortuna, che trovò poi tra le pareti di una pizzeria. Con il passare degli anni, Giuseppe apre un suo locale, ed è il successo. Ispirato dall’esempio di Giuseppe, anche Antonio, il secondo dei fratelli a sua volta emigrato in Spagna, decide di aprire una pizzeria, la più grande di Madrid. Nel frattempo Gennaro, il più giovane dei tre, torna in Italia dalla Francia, dove si era trasferito per seguire il suo sogno della pittura, e apre una pizzeria a Milano. Entusiasti per la risposta di pubblico ottenuta dalle loro attività, i tre fratelli decidono di riprendere in mano l’antica attività paterna, ovvero la produzione della mozzarella di bufala, e nel 2003 danno vita a un marchio che racchiude la loro storia: “Fratelli La Bufala – Pizzaioli emigranti”. Oggi il loro nome è diventato un food brand internazionale, sinonimo all’estero della qualità culinaria italiana, con 95 ristoranti sparsi fra l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti. Nei locali della catena, il cibo viene gustato tra materiali eco-compatibili e opere d’arte contemporanea, innestate con successo nei ristoranti grazie alla passione per la pittura di Gennaro.

La tradizione, invece, viene portata a tavola col cibo, quello deciso e morbido, povero e prezioso a un tempo della cucina campana. Alla base di tutto, il rispetto per i tempi della terra, utilizzando solo i prodotti freschi di stagione. Sono la qualità e la freschezza degli ingredienti, infatti, la chiave di successo dei loro piatti, che alla forza della tradizione culinaria campana uniscono la semplicità nella preparazione.  Nel menù, sono principi i prodotti derivati dalla bufala campana, dalla mozzarella ai latticini alla carne, contornati. Accanto ai loro cavalli di battaglia, come la caprese di bufala e la tagliata di bufala, ai tavoli degli avventori arrivano anche i piatti sovrani della tradizione campana: paccheri con verdure, reginette ai gamberi, zuppa di ragù napoletano, pastiera. Dal 2009 i Fratelli La Bufala si avvalgono della chef Rosanna Marziale, che affianca ai piatti già presenti in menù con le sue creazioni, reinterpretando i sapori della tradizione, come ad esempio un panino di babà farcito con mozzarella di bufala, ricotta e friarielli al peperoncino.

Tradizione, forza delle proprie radici, apertura al mondo: tutto questo si ritrova, oltre che nei piatti, anche nella comunicazione del marchio, che nel suo spot più famoso mostra le origini della famiglia dei tre fratelli, con il padre che porta in giro per le campagne l’antico contenitore per il latte. Nei fotogrammi successivi, i fratelli ormai cresciuti sono mostrati a New York, Madrid e Parigi, separati ma uniti nel ricordo delle loro origini. L’immagine dell’uomo di spalle con il contenitore del latte, è diventato uno dei simboli del marchio Fratelli La Bufala, e si ritrova protagonista sia in digitale sul sito internet che come cartonato gigante per strada, emblema di una campagna di street marketing che li ha impiegati nelle città. Il contenitore per il latte è proprio una metafora della valigia, dei ricordi, dei beni più preziosi che si portano con sé anche dall’altra parte del mondo.  Pur essendo diventati un marchio globale, infatti, per il cliente che siede ai tavoli dei Fratelli La Bufala il sapore della buona cucina campana non si troverà mai oltre regione o addirittura oltreoceano, ma sempre lì, a portata di forchetta.