Eh si gli americani sono sempre avanti, all’avanguardia, precursori di  nuove mode, tendenze, idee; anticipano i tempi e  lanciano nuove iniziative. Volete sapere l’ultima? Eccola, il motto recita cosi’ “EAT LESS, GIVE MORE.” Un iniziativa sociale ammirevole, degna di citazione.Tendendo una mano in una doppia direzione, una verso il tema dell’obesità della popolazione americana, l’altra volta all’aiuto verso le popolazioni meno fortunate. La ricerca parte lanciando un accusa a quelle che sono diventate nel corso degli anni le misure “extra-large” del cibo spazzatura, lo stesso studio evidenzia come le suddette misure non siano nemmeno più percepite e la gente si stra-ciba senza rendersene conto, le cifre parlano chiaro, il 47% della popolazione americana è in sovvrapeso. Per non parlare, sempre con i numeri alla mano, della percentuale di cibo sprecato, ben il 50% in più rispetto agli anni settanta. E dall’altro canto invece la Fao stima in 925 milioni gli affamati nel mondo, si parla di povertà globale, si parla ancora oggi nel 2012 di mortalità infantile in alcuni paesi (Africa, Asia, America del sud). Ed ecco allora scendere in campo l’iniziativa brillante di quest’associazione GO HALFSIES, che in sintesi propone una sostanziosa riduzione delle porzioni di cibo, per supportare la lotta contro l’obesità e allo stesso tempo la fame e la povertà dei paesi del terzo mondo. Un semplice atto come il cenare diventa un atto caritatevole nei confronti di chi ha bisogno. Il tutto in modo molto concreto, chi decide di andare a mangiare in uno dei ristoranti partecipanti all’iniziativa, se vorrà, potrà selezionare l’opzione “menù ridotto”, avrà  porzioni più piccole, pagando però lo stesso prezzo come se fosse porzione intera, e il 50% versato in più sarà devoluto a favore dei bisognosi. Il tutto ha una fine utile e nobile, cercare di combattere la fame nel mondo, ma allo stesso tempo si riducono le quantità e di conseguenza il problema obesità.  Rieducare i cittadini, i clienti noteranno una reale differenza nelle loro vite e in quelle di coloro che aiutano. Il working in progress sarà direttamente nei ristoranti, menù adattati, campagne di sensibilizzazione on line, icone speciali e quant’altro. Il cliente sceglie e decide. A fine mese la percentuale versata “extra” sarà depositata in un conto apposito o girata tramite check direttamente alle associazioni no profit che si occupano dell’organizzazione reale della seconda fase. In primis aiutando le realtà disagiate locali, con un  60% delle “donazioni” ricevute, e il restante 30% aiutando i propri vicini. E per una volta possiamo dire: “speriamo che questa americanata arrivi anche nel nostro paese”.